Signal vs. Noise

Il conflittuale rapporto tra segnale e rumore
giovedì, 31 gennaio 2008

Genetica dell'ideologia



LONDRA - Essere di destra o di sinistra non dipenderebbe dalla nostra volontà - o dall'educazione ricevuta - ma dal corredo genetico di ogni individuo. Progressisti - o conservatori - si nasce, quindi, e non si diventa. E' il settimanale britannico 'New Scientist' a dedicare un'ampia inchiesta sulla questione, oggetto di studio da parte di scienziati di mezzo mondo, studi che sembrano propendere sempre più per la teoria 'genetica' dell'ideologia.

"Queste visioni stanno alla radice del nostro cervello", dice John Alford, studioso presso l'università di Rice, Texas, al 'New Scientist'. "Cercare di convincere qualcuno a non essere liberale - prosegue - è come persuaderlo a non avere gli occhi marroni. Dobbiamo ripensare la forza della persuasione".

Le prove a supporto di questa teoria sono in crescita. Decisivi, al riguardo, i test condotti su gemelli omozigoti ed eterozigoti: i primi, infatti, di fronte a domande a sfondo politico rispondono allo stesso modo l'80% delle volte. Percentuale che scende al 33% nel caso dei gemelli eterozigoti - che hanno in comune solo metà del corredo genetico.

(fonte ANSA)





Posizioni cristallizzate


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categoria: politica, scienza


domenica, 27 gennaio 2008

Signori, la torta!




Cd all'attacco, niente nomine prima del voto

Cosa sarà delle 600 nomine in importanti enti in scadenza in primavera? Le può fare un governo in carica per l'ordinaria amministrazione o ci vuole un governo nella pienezza dei poteri? Il centrodestra non ha dubbi e al quesito, che circola dal giorno della caduta di Prodi al Senato, risponde con una sola voce: non si tocca nulla prima delle elezioni perché spetta al prossimo governo decidere chi mettere alla guida di enti come l'Eni, l'Enel, la Rai, Le Poste, L'Inps ecc.

Soprattutto Forza Italia e An, che puntano senza indugi al voto subito, alzano il tiro in via preventiva e prendono lo spunto dall'invito al programma "In mezz'ora" di Lucia Annunziata, dell'ex consigliere economico di Prodi, Angelo Rovati, per ribadire il concetto che se l'attuale premier rimarrà in carica non deve toccare la torta delle nomine, in campagna elettorale. "Ora - dice Maurizio Gasparri - stia fermo. Lo diffidiamo pubblicamente dal mettere mano a nomine e spartizioni". Francesco Giro di Forza Italia invita il presidente Napolitano ad "una vigilante attenzione tale da scongiurare trucchi e fughe in avanti". "Sono in gioco le dinamiche dei mercati finanziari con le quali non bisogna scherzare", sottolinea Giro che definisce "sorprendente" la rivelazione fatta da Rovati che al vertice della super Inps (un progetto in cantiere da tempo) stava per esser indicato il senatore del Pd Tiziano Treu. "Una rivelazione che ridimensionerebbe in modo clamoroso - sostiene il deputato azzurro - anche il caso Mastella".

Nell'intervista l'ex consigliere di Prodi, ritiratosi tempo fa per la vicenda del suo piano sulla "scalata" della Telecom, riferisce che "il governo era alla vigilia di decisioni molto importanti sugli enti pubblici" tra cui la fusione dell'Inps con altri istituti e aggiunge: "Ora non so se salta". E precisa di "non sapere" se un governo che si è dimesso possa procedere lo stesso, anche se sembra auspicarlo. "Mi chiedo - commenta Guido Crosetto, di Forza Italia - a che titolo questo cittadino ha il diritto di decidere come e quando dovranno essere fatte queste nomine". Il responsabile Attività Produttive di Fi chiede che il ministro Padoa-Schioppa riferisca in Parlamento su come il governo ha gestito finora la questione mentre il vice coordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto invita Rovati a "non dare consigli sbagliati e inopportuni" a Prodi. L'ex presidente della commissione Attività produttive della Camera Daniele Capezzone sostiene che il Professore ha cercato di utilizzare le nomine "per puntellare la sua coalizione fino all'ultimo" e avverte che "il rischio non è ancora superato". L'offensiva è targata centrodestra mentre anche da sinistra Marco Rizzo del Pdci, in un clima già prelettorale, se la prende con "la politica di potere della sinistra che come la destra pensa solo ad occupare le poltrone".


Fonte ANSA




Si dice che chi divide ha sempre la parte migliore...

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categoria: politica, operette morali, qualunquismo applicato


domenica, 27 gennaio 2008

Giletti il giusto e il giorno della memoria



Guardavo, mentre pranzavo, la televisione. Cosa che faccio molto di rado e solo su programmi di un certo calibro (in pratica non vedo Mediaset). Capita che quando si pranza assieme a casa Cupiello, si veda poi qualcosa in tv giusto per poi commentare e fare due chiacchiere. Le discussioni politiche, morali (mi scuso per il forte contrasto per avere avvicinato questi due termini),  cosa fanno e dove vanno gli italiani. Massimo Giletti nella sua trasmissione domenicale ci ha deliziato con un bel servizio all'Università La Sapienza di Roma.
Oggi, come saprete perché non si parla giustamente d'altro, è il giorno della memoria della Shoah. Giustamente, Giletti ha mandato in onda un'intervista (definita giustamente a campione, correttamente almeno sul piano formale, da lui stesso) nella quale intervistava i giovani sbarbatelli degli studenti dell'ateneo romano per chiedere loro cosa significasse il termine Shoah. E' uscito fuori un qualcosa che mi ha riportato alla memoria le drammatiche scene dei film di Fantozzi in cui un capoufficio (o superiore) chiede ai sottoposti il significato di un termine a loro assolutamente sconosciuto. Che gli studenti di oggi non siano più quelli di una volta è cosa nota da tempo, ma in generale non si può dire che il grado di cultura dell'italiano medio sia in nostro fiore all'occhiello. Altrimenti tante cose non si spiegherebbero, persino tanti governi di diverse bandiere che arrivano al potere promettendo di abolire l'Ici (e che poi non lo fanno), che poi è un'imposta comunale ed una sua abolizione porterebbe disagi in ogni singola realtà comunale, con riduzione di servizi al cittadino a meno di risorse alternative (ma si sa come vanno ste cose no?!). Divagazione sarcastica dal retrogusto speziatamente qualunquista.
E' emersa un'inquietante ignoranza sul tema (stando al campione offerto da Giletti e collaboratori) da parte degli studenti che magari avevano altre problematiche per la testa quando sono stati intervistati. Solo pochi hanno dato la semplice identità Shoah = Olocausto. Il primo termine è in lingua ebraica, il secondo deriva dal greco e significa, più o meno, "tutto bruciato". Holos "completo" e kaustos "rogo" come nelle offerte sacrificali, dal greco appunto. E' questo un termine derivato proprio dagli studi sulla Shoah.
Uno studente universitario non può non sapere cosa sia la Shoah, nel giorno della memoria per giunta, è scandaloso. Sono d'accordo su questo col conduttore della Rai. Ma, evidentemente, non credo sia proprio tutta tutta responsabilità degli studenti che hanno manifestato contro l'invito fatto al papa per il discorso d'inaugurazione dell'anno accademico che tante polemiche ha suscitato qualche giorno fa, dopo la rinuncia del pontefice a presenziare per motivi di sicurezza. Abile stratega mediatico o chi per lui.
Le parole di Giletti, salito sul gradino dei giusti, sono state che studenti universitari che non sanno neppure il significato di "Shoah" dovrebbero studiare piuttosto che protestare contro il discorso del papa. Si è guadagnato così un posto in Paradiso, evidentemente, uno spirito di Mercurio direi, che ha difeso con l'arma della parola la Chiesa. Grande crociato, più di un legamento. Mi viene da pensare poco chiari o chiarissimi legami storico-culturali. Forse col CdA della Rai. Alla fine penso sempre a grandi giochi di strategia di dietro le quinte, nessuna parola pronunciata in televisione credo sia frutto di libero arbitrio (a qualche trasmissione che ho partecipato in gioventù tra il pubblico, Rai, ho avuto proprio la sensazione di essere in teatro di marionette, ma questa è una personalissima sensazione di gioventù, non facilmente verificabile, un po' come chi fa sondaggi in cui non comunica la dimensione del campione e di quanto sia effettivamente rappresentativo della popolazione statistica; pure io posso fare dire quello che mi pare ai sondaggi, basta condizionare il campione ad hoc, persino una giornata di sole o di pioggia possono condizionare l'esito di un sondaggio a livello teorico; magari l'ignoranza è una condizione in cui un uomo versa, ma non tutti gli uomini versano, siamo mica tutti sommelier?!?). E comunque, tornando al concetto di libero arbitrio, gli uomini non sono Dio e sono molto meno inclini alla teoria del perdono.
Alla fine dei conti, io e Fabrizio ci siamo fatti un sacco di risate per la plateale genuflessione papale, gradita all'elettorato cattolico, evidentemente. Perché se quello era un pensiero personale di Giletti, se lo poteva tenere per sé, piuttosto che ergersi sullo scanno dei giusti e fare l'orazione stile Speaking Corner di Hyde Park. Alla fine, il suo moralismo l'ho trovato fuori luogo, perché il problema del discorso del papa (o Papa se preferite, ma credo che gli uomini devono mantenere le minuscole fuori dalle firme) va ben oltre gli studenti de La Sapienza e sulla loro preparazione nella cultura generale. La responsabilità personale dell'ignoranza esiste, ma è solo una componente, non l'unica causa motivo di ogni effetto. Partiamo dal fatto che i programmi scolastici di storia di fermano alla seconda guerra mondiale. Quello che succede dopo è responsabilità e conseguente patrimonio dello studente. Io, per capire la storia di oggi, del mondo in cui viviamo, mi sono messo con libri, trasmissioni di terza serata, internet alla mano. Perché la tv poi invece che stupidi talk show su ogni canale, non riferendomi all'interessante dibattito sulla Shoah di Giletti, molto interessante per le persone convocate in studio, non trasmette documentari di storia, tipo quelli di La storia siamo noi e simili? C'entrano gli introiti pubblicitari forse? Di pubblico? E se allora il pubblico non è interessato alla Shoah tanto da seguire un documentario che spieghi anche a chi non sa cosa sia successo, perché mettersi l'abito più bello e meglio ricamato di moralismo proprio oggi? Il problema è molto complesso e investe tutta la società italiana, non i singoli studenti che alla fine sono vittime di qualcosa che neppure sanno e che magari sono stati trascinati nella manifestazione contro il discorso del papa da qualcuno o forse dal senso non meglio definito di opprimente tentativo di condizionamento da parte dei vertici ecclesiastici sulla società italiana; e comunque gli studenti non sono tutti coglioni come vuole fare credere. Gli ideali alla fine partono da alcune persone e si trasmettono, ma non nascono in ogni persona, e non tutti possono fare qualcosa contro i poteri forti. Questo per ricongiungermi a quanto asserito sul perché la gente comune non si ribellasse alle assurdità delle leggi razziali del '38. La gente comune, sono d'accordo con quanto detto da Lamberto Sposini, viveva immersa in una società dominata da una dittatura feroce, come quella fascista in Italia e quella nazista in Germania, e viveva con la paura di ribellarsi, le idee circolavano con molta difficoltà e con grandi rischi ("Taci, il nemico ti ascolta" era la campagna contro lo spionaggio nel periodo bellico, concetto non diverso dai tempi di "pace"). Lode agli eroi, ma la gente comune non è pronta a sacrificare la propria vita per gli altri. Mi sembra che sia così anche oggi, specie in Italia, magari in termini molto più sfumati, ma anche più diffusi.
La questione del papa all'università aveva come cardine e punto di contesa una campagna mediatica in cui il pontefice in qualche modo avalla la nascita e la diffusione della cultura. Il rifiuto del confronto è sempre sbagliato, a mio avviso, non si cresce altrimenti, ma è anche da dire che non credo ci siano margini di trattativa con chi ha regole scritte (anche se modificate e adattate a cicli temporali dell'ordine del secolo, a volte, per convenienza) da duemila anni e passa ed ha come ipotesi di base di essere l'unica verità. Del resto, la scienza non è stata mai molto ben gradita dai tempi di Galileo. Vi sembrerà un'esagerazione riferirsi a lui, ma la questione è ancora aperta a riguardo... I cicli sono secolari, appunto. Una scienza senza etica non può esistere perché genererebbe mostri e mostruosità che metterebbero a repentaglio l'esistenza e la dignità dell'uomo, ma la scienza deve potere esistere e soprattutto deve potersi muovere con le sue gambe senza nessuna croce sulle spalle. La questione sta nel fatto che ognuna delle due parti deve fare il proprio lavoro e non arrogarsi ruoli che non gli spettano, per il semplice buon senso. Pure perché c'è chi la pensa diversamente persino in Italia e una democrazia deve tutelare tutte le parti e non creare segregazioni, rotture e rivalità. Sarebbero le basi di una malessere della società, sistema di suo complesse, dove piccole variazioni delle condizioni al contorno possono portare allo scatenarsi del caos. Nel giorno della memoria dello sterminio del popolo ebraico credo ci sia da riflettere un po' di più quando si sale sul gradino per arringare la folla con scene che ricordano alcuni film anni Sessanta dove si fa sfacciata propaganda elettorale pro-DC.
Che gli elevati sentimenti di oggi restino fino al prossimo 27 gennaio per poi rinforzarsi, in tutto il mondo, in tutti i popoli, oltre la sfera del mondo ebraico, persino nella Striscia di Ghaza. Tutti gli uomini sono uguali in dignità e diritti, è un concetto che si è fortemente consolidato proprio dopo quei tragici anni della Shoah.








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categoria: qualunquismo teoretico


mercoledì, 23 gennaio 2008

Alla ricerca del tempo perduto



La differenza tra un suono e un rumore è nota a tutti. Il suono è ordine, trasmette un messaggio, un significato e può avere una propria bellezza. Al contrario, il rumore è qualcosa di sgradevole e può essere diffuso e confuso. A tale differenza fa riferimento il titolo di questo blog.
In realtà, l'idea di fondo che permea tutto quanto nacque molto tempo fa, in lunghe passeggiate nei portici della facoltà di ingegneria quando studiavo per l'esame di statistica. L'idea fu messa in esercizio lo scorso anno con la nascita di questo blog, ma dopo varie discussioni e ripensamenti, revisioni e nuove idee, eccomi di nuovo qua a riprendere le redini di questo blog che ha fatto tabula rasa qualche mese fa, in occasione di una prima revisione della mia vita. Adesso, mentre è in atto una nuova revisione, riporto alla luce SignalNoise con un nuovo intento programmatico. Utilizzerò queste pagine virtuali per come un luogo in cui discutere di idee, di notizie, per dare al mondo intero la possibilità di sapere cosa ne penso sulle cose e sugli eventi che accompagnano la nostra comune e civile esistenza, le mie opinioni e tutto quello che mi verrà poi in mente nel corso del viaggio.

Contemporaneamente, i due nuovi blog su Splinder, Multiphase mind e Multiphase soul, inaugurati di recente (e in fase di sviluppo) con l'apertura del MoFraMo, Montaggio Frammenti Mobili, blog comunitario mio, di Mauro e di Michele, avranno il compito di gestire la mia creatività, scientifica e umanistica rispettivamente.
Quartiere generale di sempre è Mobilis in Mobile sulla piattaforma MSN Live, che continua ad avere le solite mansioni di mio organo di stampa personale (pensate a chi ha decine di giornali in Italia come organo di stampa, cosa volete che sia un blog...) e fonte di aggregazione sociale e culturale. Di recente ha avuto anche a disposizione un muletto, un blog di appoggio, un tumblr (o come diamine li chiamano), sempre su MSN Live, per questioni organizzative, estetiche e morali, che presto verrà adottato attivamente nell'attività quotidiana del blog. Inoltre, è stato aperto uno spazio di ricerca e sviluppo nell'ambito tecnico su Altervista, in futuro si vedrà che fare a riguardo, potrebbe diventare il motore per lo sviluppo di un futuro sito web e attività simili.
Non ci sono ancora decisioni circa l'esperimento di Cane Elettrolitico su Blogspot, attualmente sostituito nelle funzioni da Multiphase mind, né su Aruspexmatunai ed altri piccoli esperimenti disseminati per le vie virtuali di questo posto.
Gli account Flickr prosperano di foto e ne vengono creati di nuovi in occasione di contest. Altri servizi collaterali come analisi dei dati dei contatti, del traffico, servizi di comunicazione e marketing completano l'immagine del complesso mosaico (citazione pseudo-colta) in cui si muove attualmente la mia ricerca, alla faccia di Marcel Proust, di come perdere tempo.
Per chi si fosse appena collegato, il mio più caloroso: "Benvenuto su SignalNoise!"



signal/noise


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categoria: comunicazioni, discorsi


Chi sono

Blogger: signalnoise
Nome: Nando Scafroglia
Io. Aruspice di linee colorate. Fluidodinamico.


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